Vicenza: una città in chiaro-scuro

Vicenza, detta “la città del Palladio”: una perla incastonata nel cuore del Veneto, dal 1994 dichiara anche Patrimonio Unesco. Una città dalle grande potenzialità, per certi ancora inespresse.

Da un lato meta turistica dal respiro internazionale ma all’ombra delle “cugine” Padova e Verona (Venezia gioca un Campionato a parte per ovvi motivi), dall’altro vicina anche ad una vocazione industriale ed imprenditoriale tipica del Nord-Est con alcuni picchi di eccellenza a livello nazionale.

Partiamo dai beni culturali e dal patrimonio artistico: come accennato, Vicenza è una città plasmata dal genio dell’architetto Palladio. Siamo di fronte dunque ad un vero e proprio museo architettonico del Tardo Rinascimento a cielo a aperto. Tra le tappe irrinunciabili per avvicinarsi alla poetica palladiana figurano sicuramente la Basilica e la Loggia del Capitanio, ma anche Palazzo Chiericati e Palazzo Valmara. A livello economico e politico, Vicenza è un territorio costellato da piccole e medie imprese, è registra – in relazione alle sue dimensioni – numeri importanti per quanto riguarda l’Export: statiche recenti infatti la piazzano sul podio (al terzo posto) per quanto riguarda le esportazioni nazionali, trainate in primo luogo da settori tessile, metalmeccanico e soprattutto orafo. Già perché Vicenza è anche conosciuta come la “città dell’Oro” (le esportazioni in questo senso raggiungono addirittura 1/3 della quota nazionale).

Vicenza è sesta nella classifica del minor tasso di disoccupazione giovanile (che sappiamo essere una spina nel fianco per il Paese) e si conferma – in generale – una buona città per affari e finanza, come confermato da grandi aziende del settore del calibro di Esa Corporation e della Meneghini e Associati.

Nel 2017 è stata nominata Capitale Europea dello Sport, mentre la si può bocciare per quanto riguarda il numero di librerie presenti sul territorio. Altra nota di demerito riguarda le strutture di accoglienza di tipo culinario: scarseggiano – in linea di massima – ristoranti e bar.

Attualmente insomma Vicenza sembra una città “in chiaroscuro”, indecisa tra una vocazione da city della borghesia imprenditoriale e polo turistico all’avanguardia.

Forse la città deve ancora sbocciare pienamente, attraverso una politica illuminata, che trasformi il chiaroscuro di oggi in un radioso domani.

Fonti che ringraziamo per la stesura di questo articolo: Esa Corporation Vicenza su Irre Veneto, ancora Esa Corporation Vicenza su Manager Oggi e infine InfoJobs, portale di annunci di lavoro a Vicenza.

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