Veganesimo: snobismo a tavola?

Coloro che seguono una dieta vegana non mangiano prodotti di origine animale. Oltre alla carne e al pollame, i vegani non mangiano le uova, il latte e il miele. Alcune persone possono scegliere di diventare vegan per salute, per motivi culturali, religiosi o etici.

Quali che siano le motivazioni che portano a questa scelta, diventare vegano può essere un cambiamento di stile di vita molto grande.

Il corpo può avere bisogno di tempo per adattarsi a questo nuovo modo di mangiare, quindi è meglio provare diverse ricette vegane per trovare quello che più piace ed è veramente aderente a questa scelta (a volte ci sono degli ingredienti di originale animale “nascosti”, che bisogna imparare a riconoscere).

Chi è vegano spesso ha un attaccamento fortissimo alla propria scelta, tanto da criticare fortemente le altre persone che non lo sono e da difendere in maniera ancora più forte la propria scelta, tanto da sembrare un po’ snob, altezzosi, soprattutto se si considera, come dicono alcuni medici, che il veganismo può ridurre il rischio di alcune malattie, fatto che rinforza la scelta di queste persone.

Secondo uno studio condotto negli USA dall’American Dietetic Association, delle diete vegane opportunamente pianificate e nutrizionalmente adeguate possono ridurre il rischio di alcune malattie.

E’ comune che i vegani abbiano degli indici di massa corporea inferiori rispetto ai non-vegetariani, il che abbassa il rischio di malattie cardiache e altre problematiche correlate all’obesità.

Inoltre, essere vegan aiuta a salvare gli animali e l’ambiente, tanto che spesso una delle motivazioni per cui si prende questa decisione è proprio il maltrattamento degli nostri amici a due e quattro zampe.

Per contro, i vegani hanno bisogno di fare uno sforzo cosciente nel mangiare la giusta quantità e le corrette combinazioni di cibo per ottenere i nutrienti di cui hanno bisogno per rimanere in buona salute. Tagliare i prodotti lattiero-caseari può comportare una minore assunzione di calcio, che può mettere a rischio di fratture ossee. Allo stesso modo, rinunciare al pesce fa diminuire l’assunzione di iodio, un nutriente essenziale che si trova naturalmente nei frutti di mare, importante per il corretto funzionamento della tiroide. Eliminare le uova e tutti i piatti che con esse si possono fare, ad esempio l’omelette, è una scelta che potrebbe far diminuire le possibilità di assunzione di proteine.

Insomma, si tratta di una scelta che è indubbiamente positiva, almeno da un punto di vista etico. Portarla avanti non è semplice, bisogna esserne davvero convinti e non farlo semplicemente per “snobismo”, perché è la moda del momento, altrimenti si rischia in primo luogo di non riuscire, poi anche di non assumere tutti i nutrienti giusti per rimanere sani e in forma.

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